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Prof. Vincenzino Filingeri

Professore di Chirurgia Generale

Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

 

Specialista in Chirurgia dell'Apparato Digerente

Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

Colonproctolgia


 

 

RAGADE ANALE

 

da “Salute” di Repubblica  del 19.03.1998

 

articolo del prof. Filingeri

EMORROIDI E RAGADE, IL COLPEVOLE E’ LO STRESS

   “Entre les fesses il y a l’aime” (tra i glutei c’è l’anima). Così dicono i vecchi chirurghi francesi. Esiste infatti una correlazione tra molte patologie dell’ano e la psiche.

   Le emozioni e gli eventi stressanti possono influenzare l’attività motoria intestinale ed il tono dello sfintere anale interno. Quest’ultimo riveste un ruolo importante nel complesso insieme di meccanismi che assicurano la continenza.

   Uno studio condotto presso il Saint Mark’s Hospital di Londra per valutare l’intensità del tono muscolare dello sfintere mediante l’elettromiografia e la manometria, ha dimostrato un incremento dell’attività motoria del colon e della tensione sfinteriale in 200 pazienti sottoposti a stimoli emozionali mediante interviste stressanti. Ciò era più evidente in pazienti affetti da malattie proctologiche, o comunque da forme di intestino irritabile, rispetto a pazienti normali.

   L’ipertono dello sfintere interno è tra le cause di emorroidi e ragade. Le emorroidi sono noduli congesti dovuti alla dilatazione delle vene del canale anale. Non è chiaro il meccanismo patogenetico con cui l’aumento del tono sfinteriale porta alla formazione dei noduli emorroidali. E’ probabile che l’aumento della pressione del canale anale ostacoli la circolazione del sangue venoso nella defecazione, facendo dilatare le vene.

   La ragade è una lesione ulcerativa del canale anale. Può essere secondaria ad altre patologie (rottura di noduli emorroidali) o primaria. La ragade primaria, detta anche idiopatica, può dipendere dall’ipertono dello sfintere interno. Questo può provocare deficit vascolari con piccole aree di ischemia localizzate nelle pareti  dell’ano, cui conseguirebbe la formazione della lesione. E’ stato anche ipotizzato che l’abituale espulsione di feci molto consistenti in pazienti con tono sfinteriale aumentato posa provocare l’insorgenza della ragade in una precisa zona del canale anale di minor resistenza.

   La corretta diagnosi è fondamentale per la scelta della terapia. Se l’ipertono dello sfintere causa la patologia, non basta trattare  emorroidi o ragadi con le tradizionali terapie: si deve intervenire sul meccanismo patogenetico riducendo e normalizzando la pressione sfinteriale. In farmacia sono in commercio dilatatori che hanno un effetto miorilassante sul muscolo sfinteriale, riducendo spasmo e dolore.

   Quando la contrattura muscolare permane, è indicato l’intervento di sfinterotomia. Consiste nell’interruzione di parte dello sfintere interno.  Può associarsi all’asportazione delle emorroidi, riducendo significativamente l’incidenza di recidiva della malattia.

   Con questa tecnica non occorre asportare la ragade idiopatica in quanto questa cicatrizza spontaneamente in 2-3 settimane.

   La sfinterotomia, se ben eseguita, non compromette la continenza.